martedì 17 dicembre 2013

I Neanderthal assistevano i loro anziani

Gli uomini delle caverne godevano di una buona assistenza in età avanzata.
metro.se, 17 dicembre 2013
La qualità dell’assistenza agli anziani forse non è la prima cosa a cui si pensa quando si parla dei Neanderthal.  Ma molto suggerisce che in realtà i Neanderthal  si prendessero cura dei loro anziani, secondo uno studio sulla rivista Pnas.
La scoperta è stata fatta da degli scienziati francesi, che hanno studiato reperti di Neanderthal anziani. Soprattutto uno scheletro, che è stato ritrovato nel 1908, ha attirato la curiosità dei ricercatori. I resti ossei appartenevano a un uomo che aveva circa 40 anni quando è morto, ovvero un’ età molto avanzata per gli standard dell’epoca. La colonna vertebrale era deformata ed egli non aveva denti.
Le analisi mostrano che l’uomo visse per molto tempo senza potersi muovere o masticare cibo, e ciò mostra che qualcun altro si prendeva cura dell’anziano, anche masticando il cibo per lui.

Il luogo del ritrovamento mostra anche che i membri della tribù fecero grandi sforzi per scavare e allestire la tomba prima che l’uomo morisse.

lunedì 16 dicembre 2013

Fiorentina vs Esbjerg, lo scontro decisivo

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Il difensore dell'Esbjerg in attesa di incontrare Mario
Kian Hansen aspetta la partita contro la Fiorentina, ma riconosce che passere il turno diventa difficile

di Avisen,16 dicembre 2013

Questa è stata la risposta immediata del difensore dell'Esbjerg Kian Hansen, quando è diventato chiaro che la Fiorentina sarebbe stata l'avversario dei sedicesimi di finale in Europa League.
"Non ho mai visto giocare la Fiorentina, ma so che è un'ottima squadra. Diremo la nostra" dice Kian Hansen a Ritzau.

Kan Hansen non vede molte possibilità di superare il turno.
"Le nostre possibilità di andare avanti non sono probabilmente le più grandi, ma possiamo sperare in una sorpresa" dice Kian Hansen.

Come difensore non vede l'ora di incontrare uno dei migliori attaccanti d'Europa, il tedesco Mario Gómez.
"Sarà bello provare un tale attaccante di classe. Non vedo l'ora."
L'Esbjerg beneficerà dell'atmosfera di casa nella gara di andata, il 20 Febbraio, mentre la gara di ritorno si giocherà a Firenze una settimana dopo.

sabato 14 dicembre 2013

Perché non dovreste imparare il finlandese: lezioni pratiche.



Perché non dovreste studiare il finlandese
Ovvero: storia di una lingua che vuole sembrare estremamente logica, e  invece non ha senso.

Partiamo subito dal presupposto che il finlandese non dovrebbe esistere. Come questa lingua non sia ancora morta alla fine del 2013 rimane per me un mistero. In teoria, infatti, le lingue tendono a semplificarsi nel corso dei secoli. Il finlandese, invece, fa esattamente il contrario.
Il finlandese è una lingua non indeuropea. L’italiano, per assurdo, ha più cose in comune con il sanscrito che con il finlandese, e questo per un parlante italiano che intende imparare il finnico idioma può essere un problema. Un enorme problema.
Partiamo dai casi. Il finlandese ne ha 15. Quindici-fottuti-casi dai nomi improponibili, che vengono assegnati tramite ragionamenti assurdi. Pensavate che il tedesco fosse difficile? Il finlandese è un milione di volte peggio. D’accordo, dei quindici casi almeno tre sono praticamente in disuso e 6  sono casi di luogo (sei! Ce n’era davvero bisogno?) , ma pensate a una frase normalissima, del tipo … “Ti amo”. Ah, l’amore! Che esperienza meravigliosa e totalizzante! Giusto? Beh, per i finlandesi…

Infatti, i finlandesi traducono il nostri “ti” (complemento oggetto), con uno squallidissimo caso partitivo, perché, insomma, una persona non si conosce mai del tutto e quindi meglio premurarsi di dire “Amo (una parte) di te”, che almeno si evitano tante menate. ( Es: “Liisa, ti mollo” “Ma avevi detto che mi avresti amata per l’eternità!” “Liisa, fai l’analisi logica. Ho detto che avrei amato per l’eternità una parte di te. Nello specifico, le tette”)


Lo stesso abuso del partitivo si trova in qualunque frase vagamente poetica, segno dell’aridità interiore e dello scarso romanticismo del popolo finnico. Vi ricordate il celebre “Katzo merta!” (Guarda il mare!),che tanto vi ha fatto ridere negli anni 90 grazie alla brillante uscita di Anna Falchi? Tralasciando battute da ora d’aria, Merta è un esempio di sostantivo (meri) al partitivo. Perché, ovviamente non puoi mica guardare tutto il mare, Liisa! Sigh. A volte, l’impeccabile logica finlandese non può che mettere le mani nel sangue.
Logica che però viene a mancare nel momento in cui, sfogliando la grammatica, si scopre che, in finlandese, il futuro non esiste. Ciò che potrebbe essere motivo di gaudio e giubilo per chi si appresta ad avvicinarsi alla lingua, diventa disperazione quando, qualche pagina dopo, si scopre che il finlandese ha 5 infiniti. Cinque. 

Che cos’è? Cosa dovrebbe significare? Non riuscivo neanche a concepire una cosa del genere, quando sono arrivata a studiarla. E’ come dire “Pensa a un colore che non esiste ancora”. E’ infattibile. Ma aggiungo il carico da novanta: ciascun infinito si declina secondo determinati casi, a seconda di cosa si vuole dire. A questo punto notiamo che per dire una frase base, da vita di tutti i giorni, tipo “noi andiamo a mangiare” (menemme [noi andiamo] syömään [a mangiare, terzo infinito in illativo]), bisogna conoscere diecimila regole. Decisamente frustrante.
C’è dell’altro, però. Per esempio, la voglia tutta finlandese di declinare qualsiasi cosa (grazie alla quale sbagliare il caso in una frase del tipo “Sono al cesso” può creare conseguenze spiacevoli), si palesa nell’ inspiegabile regola per cui il NON è un verbo. E come tale va coniugato. E voi sarete sempre più frustrati.
In più, il finlandese è una lingua agglutinante, perciò si andranno a creare improbabili trenini di parole tutte attaccate in cui, fra pronomi, radici e desinenze non capirete minimamente quale sia il punto della questione.
E di nuovo, in mezzo a questo perfezionismo che parrebbe studiato a tavolino da un nazista con l’odio profondo per le preposizioni e gli articoli, qualcosa di assolutamente illogico si presenta agli occhi dello sventurato linguista.
NON ESISTE IL VERBO AVERE.
Perché? Perché in mezzo a tutte queste regole che possono piacere solo ad uno psicotico autolesionista, c’è una lacuna così grossa nella comunicazione interpersonale? Niente paura, c’è una soluzione per tutto! Si usa un caso di luogo (nello specifico, stato in luogo su superficie, l’ ADESSIVO), assieme al verbo essere. Logico, no? Sì. Perché l’adessivo serve anche per altre decine di cose che con lo stato in luogo non hanno nulla a che fare. In pratica questo succede con tutti gli altri cinque complementi di luogo, che all’inizio vengono spacciati esclusivamente per tali. 
Tagliando corto, cercare di imparare il finlandese contribuirà solo a crearvi uno stato di ansia e svariate ulcere. E comunque, non lo imparerete mai del tutto. Lo imparerete, sempre e comunque, solo in parte.

La Danimarca fra i maggiori oppositori all'UE

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La Danimarca indossa il cappello del no
L'analisi mostra che la Danimarca è il terzo paese che più frequentemente vota no nella UE


di Jyllands-Posten, 14 dicembre 2013

I rappresentanti danesi nella UE votano spesso no o si astengono di più della maggior parte degli altri 27 Stati membri. La Danimarca si colloca al terzo posto in un comunicato che la società di ricerca UE VoteWatch ha fatto, scrive Altinget.dk. L'analisi è stata creata sulla base dei risultati delle votazioni delle istituzioni legislative dell'UE dal 2009.
L'analisi tiene conto dei diversi paesi dell'UE e mostra che nel 35 per cento delle votazioni a maggioranza l'Unione europea si mostra come un paese che non sa prendere una decisione. La Gran Bretagna è il paese che più dice di no alle proposte dell'UE, mentre la Germania è al secondo posto davanti alla Danimarca.

"Molte persone non saranno molto sorprese nel vedere paesi come il Regno Unito e la Danimarca in cima alla lista, in quanto sono i paesi in cui vi è un grande dibattito riguardo al fatto se i paesi dovrebbero essere parte dell'UE e da che parte dovrebbero stare. Quindi per rimarcare il loro rifiuto all'UE, e per essere in grado di dire ai loro elettori che lo hanno fatto, dire no è una buona tattica politic", ha dichiarato Michiel van Hulten, l'amministratore delegato di VoteWatch, ad Altinget.

Ambasciatore UE non va abbastanza lontano
L'ambasciatore danese in Belgio, Poul Skytte Christoffersen, non da molte motivazioni. Egli ha più volte rappresentato la Danimarca a Bruxelles e ha contribuito a negoziati con l'UE.
"Siamo molto diversi. Il nostro no è spesso giustificato dal fatto che l'UE non va abbastanza lontano, il Regno Unito spesso motivato dal fatto che l'UE non dovrebbe mai fare nulla o fare troppo. Non possiamo in alcun modo essere messi nella stessa categoria. Sarebbe sbagliato dire che è a causa del nostro atteggiamento euroscettico che noi diciamo di no", sottolinea.

All'altra estremità della scala, Francia e Lituania, che non hanno votato contro o si sono astenuti dal voto in 485 voti.
"Una teoria è che i francesi sono diplomatici migliori e che sono più veloci a fare le cose nel modo in cui le vogliono fin dall'inizio del processo. Può anche essere che i tedeschi semplicemente sono meno restii a votare contro che i francesi perché questi si sentono più i titolari del processo e quindi votare no lo vedrebbero come un segnale che hanno perso", ha dichiarato Michiel van Hulten.

Tariffe più strette
La Danimarca è particolarmente critica quando si parla di ambiente e dei bilanci. Governo S-R-SF ha dato un giro di vite significativo per quello che riguarda i trasferimenti di denaro ai fondi UE. "Ha un grande valore simbolico" dice il Professore Associato Rasmus Brun Pedersen, del Dipartimento di Scienze Politiche presso l'Università di Aarhus.
"Soprattutto nel bilancio si tratta di opporsi. E' importante per la Danimarca per dimostrare che si è scontentato sia con le dimensioni e il progetto di esso. Anche l'ambiente è importante. Abbiamo standard più elevati in Danimarca e, se riteniamo che sono messi sotto pressione dalla nuova normativa, è qualcosa che segnaliamo in Consiglio dei ministri. Si dice che la Danimarca abbia alzato bastioni intorno alle aree chiave della cooperazione e che stiamo cercando di proteggerle. Si potrebbe interpretare alcuni di questi numeri, ma si ha una base limitata per farlo ", ha detto ad Altinget.

venerdì 13 dicembre 2013

Malasanità: i medici erano troppo stressati per visitarla, muore.

Läkaren för stressad för att larma – kvinna dog



I medici erano troppo stressati per far fronte all’emergenza –morì una donna
Jenny Sköld, Metro.se, 12 dicembre 2013


Una donna è morta d’infarto per non aver ricevuto un trattamento tempestivo per la sua ulcera. Ma i medici non possono essere imputati, poiché c’era pochissimo personale sul posto al pronto soccorso.
Invece l’ospedale Södersjukhuset è stato criticato in una nota dell’Ispettorato per l’assistenza sanitaria.
Il personale stava lavorando sotto grandissima pressione quando la donna è arrivata al pronto soccorso di Södersjukhuset.  Essendo in codice rosso, la donna avrebbe dovuto ricevere un trattamento immediato quando è arrivata, constata l’Ispettorato nella dichiarazione.
La donna soffriva di dolori addominali, vertigini e vomito “a fondo di caffè” il 5 ottobre 2011. L’Ispettorato constata che l’infermiera all’accettazione avrebbe dovuto far scattare l’allarme all’arrivo della donna al pronto soccorso, in quanto aveva la pressione molto bassa.  Invece ha dovuto aspettare per altri 35 minuti per essere curata.
Quando è stata visitata la sua condizione è peggiorata improvvisamente. Era pallida, sudata, e non rispondeva.  Dopo ulteriori indagini è stata operata d’urgenza per la rottura di un’ulcera. Poi è stata curata in terapia intensiva per diversi giorni prima della sua morte. Un esame radiografico ha constatato che aveva avuto un infarto a causa della rottura dell’ulcera.

Södersjukhuset scrive che in una nota che, dopo l’incidente,  hanno modificato il loro modus operandi e che ciò è stato ripreso in corsi di formazione interni all’ospedale. 

mercoledì 11 dicembre 2013

Helle Thorning, questa sconosciuta che si scatta selfies con Obama e Cameron

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Agenzia fotografica non sapeva chi era la Thorning



La selfie più vista degli ultimi giorni ha creato non pochi problemi a quest'agenzia fotografica. Ma aspettate, chi è quella fra Barack Obama e David Cameron?! Allucinante.
Vabbeh che la Danimarca in confronto agli Stati Uniti è come un neo sulla chiappa di un obeso, ma insomma...non riconoscere un Primo Ministro è roba da matti! 
V.

di Avisen, 11 dicembre 2013

La photo editor Anna Orye dalla agenzia fotografica francese AFP riuscirà a riconoscere Helle Thorning-Schmidt (S) la prossima volta che le arriveranno immagini del premier dall'estero.
- Oh, ci sono volute due ore- dice visibilmente imbarazzata Anna Orye quando lei martedì sera alla redazione Ritzau, scorrendo la produzione del giorno, osserva che la Thorning durante le due ore era stata identificata come "un funzionario di stato non identificato".
Inizialmente un membro della agenzia fotografica e archivio di immagine di Parigi era consapevole del fatto che la donna in realtà aveva un nome, ma non era assolutamente un funzionario di stato.

Anna Orye non era nemmeno al lavoro quando la didascalia errata è stata inviata dopo essere stata consegnata da un editor di immagini che era presente allo stadio di Johannesburg, dove la cerimonia commemorativa si è svolta.
Secondo Orye l'AFP, martedì, ha inviato più di 400 foto della cerimonia commemorativa in Sud Africa per l'ex presidente Nelson Mandela.
- Si tratta di un errore umano. Dobbiamo aspettare che qualcuno chiami e ci mettano a conoscenza delle cose talvolta. Purtroppo questo è qualcosa che accade. Un errore dettato dalla fretta- dice Orye.
Ci sono ancora alcune ore prima che possa essere effettuato un inventario delle immagini che vendono di più. 

Ma Orye non ha dubbio che l'immagine della Thorning che scatta una "selfie" di se stessa tra il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Primo ministro britannico David Cameron, sia una candidata per le più vendute del giorno.
- Spero che ci sia una foto di Mandela. Ma ci può essere. È un po' presto per dirlo. Ci vogliono almeno sei ore dopo l'evento - dice l'editor di foto.
Secondo il Dipartimento di Stato è stato "un caso dovuto alla pagina di registrazione del Sud Africa" ​​che la  Thorning fosse seduta accanto al presidente americano.

martedì 10 dicembre 2013

World of Warcraft: NSA recluta orchi ed elfi


SPIE DELL’NSA NEL MONDO ONLINE: ORCHI ED ELFI
Il gigantesco scandalo sullo spionaggio che coinvolge l’NSA sta raggiungendo nuovi, fantastici livelli. Ora, dei documenti segreti rivelano che l’autorità per la sicurezza statunitense ha assunto un gran numero di elfi e orchi per la ricerca di sospetti terroristi.

di Anders Göransson, metro.se, 9 dicembre 2013



Ancora una volta, si tratta di un documento dell’agente rinnegato Edward Snowden che fa luce sulle straordinarie attività dell’NSA
Secondo il quotidiano britannico “The Guardian” i documenti rivelerebbero che dal 2008 l’NSA e la sua controparte britannica GCHQ, hanno fatto sforzi coordinati per infiltrarsi in giochi online, dove si sospetta che i terroristi si siano scambiati informazioni e abbiano reclutato seguaci.
L’infiltrazione tra l’altro, sarebbe avvenuta attraverso agenti che avrebbero creato profili nel mondo virtuale, da orchi in giochi come World of Warcraft fino ad avatar dalle sembianze umane in Second Life.  E quanto viene descritto è un’attività molto ampia.
Secondo i documenti dell’NSA, ci sarebbero stati  tantissimi agenti sotto copertura attivi all’interno dei giochi tanto da aver bisogno di una squadra speciale per garantire che non si spiassero o intralciassero a vicenda. Avrebbero cercato anche di reclutare potenziali informatori tra i giocatori.
I giochi online sono popolati da decine di milioni di personaggi creati dai giocatori, che competono e combattono contro altri giocatori.  Allo stesso tempo, i giocatori possono comunicare in diversi modi … informazioni che gli agenti vogliono.
Secondo il documento dell’NSA  i giochi sono “una possibilità”. Reputano che possano generare grandi quantità di informazioni; tra l’altro possono essere utilizzati come punti di partenza per attacchi hacker, per mappare le reti sociali degli utenti, e per raccogliere informazioni su come appaiono gli utenti, dove si trovano e come comunicano.
L’NSA rifiuta di commentare la notizia, e un rappresentante di GCHQ dice che non si “confermano né negano” le rivelazioni, ma assicura che tutte le operazioni sono condotte in conformità con le leggi e i regolamenti applicabili.
I creatori dietro World of Warcaft, Blizzard Entertainment, hanno dichiarato che né l’NSA né la GCHQ hanno chiesto l’autorizzazione per raccogliere informazioni all’interno del gioco.
“Non siamo a conoscenza che un eventuale monitoraggio abbia avuto luogo. Se questo è avvenuto, allora è stato a nostra insaputa e senza il nostro permesso” dice un portavoce